Da qualche parte tra le nuvole

 

Di Giulio Rabagliati, Da qualche parte tra le nuvole - L'Autore Libri Firenze
Prezzo € 19,00

Charles Nungesser, Manfred Von Richtofen, suo fratello Lothar e il cugino Wolfram, René Fonck, Max Immelmann, Oswald Boelcke, Roland Garros, Charles Guynemer, Edward Mannock e James Mc Cudden, Albert Ball...
Sono alcuni tra i nomi dei piloti che hanno scritto le prime epiche pagine dell'aviazione da caccia, ingaggiando spettacolari duelli nei cieli di Francia.
Ognuno di loro merita di essere ricordato come pilota, come soldato, come uomo: ragazzo, poco più che ventenne, diventato eroe e leggenda.
Mike "Hawk" Neil è un volontario americano che, travolto dai colpi delle mitragliatrici durante la sua prima carica di cavalleria, viene assegnato ad uno dei primi gruppi aeronautici della storia.
Insieme ai francesi Nungesser, Fonck, Guynemer, agli inglesi Ball e ed Hawker, a Mc Cudden e Mannock, partecipa e diventa testimone degli spettacolari combattimenti aerei nella Francia della I Guerra Mondiale.
Attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri rivivono gli assi e gli aeroplani che si sono affrontati in quella epica giostra cavalleresca che è stata, probabilmente per la prima ed ultima volta, la Guerra nei cieli d'Europa.

Leggi alcune pagine dal libro
Io so che incontrerò il mio destino
Da qualche parte tra le nuvole.
Io non odio coloro contro cui combatto,
E non amo coloro che difendo.
Il mio paese è Kiltartan Cross,
I miei amici sono i contadini di Kiltartan ,
E qualsiasi fine avrà questa guerra loro non ne avranno danno
O non ne avranno alcun vantaggio.
Non fu la legge o il dovere che mi hanno costretto a combattere,
Non furono i politici o la folla che li applaude.
Fu un solitario impulso di piacere
Che mi spinse a queste zuffe tra le nuvole.
Tutto ho valutato, tutto quanto ricordo o potevo prevedere.
E mi sono sembrati uno spreco di fiato gli anni che verranno,
E uno spreco di fiato mi sono sembrati gli anni passati,
Se li paragono a questa vita, o a questa morte. 

                                                  William Butler Yeats
Un aviatore irlandese prevede la sua morte,
da “I Cigni Selvaggi Di Coole”

Il mondo si è lasciato alle spalle l'800 e questo nuovo secolo promette un futuro smisuratamente differente da quanto sinora si era potuto vedere o sognare.
Invenzioni come il motore a combustione interna, l'elettricità, l'aeroplano fanno presagire che l'aspetto stesso della Terra è destinato a modificarsi radicalmente, e gli entusiasmi che si accompagnano ad ogni nuovo passo della scienza sembrano quelli di un'umanità di bambini di fronte ad un immenso Albero di Natale.
E' in quest'ottica che i governi occidentali affrontano la I Guerra Mondiale, quasi una cercata "vetrina" per esporre le proprie meraviglie tecnologiche.
Purtroppo, ben presto, le nuove micidiali armi in possesso delle forze in lotta, trasformano il conflitto in una ben poco epica guerra di trincea.
Armi come i cannoni a lunghissima gittata e i gas, generando immensi cimiteri di cadaveri senza storia, si rivelano poco adatti ad essere utilizzati dalla propaganda bellica.
Manca qualcosa da raccontare, mancano gli eroi, manca "l'uomo".
Questa guerra è una straziante attesa in buche maleodoranti, è il colpo di un cecchino talmente distante da non poterlo neanche immaginare, di una granata lanciata da artiglieri che non sono neanche in grado di vederne gli effetti.
E' in questo mondo che nasce l'aviazione moderna.
Gli aerei, che vengono inizialmente utilizzati solo come mezzo di osservazione per "aggiustare il tiro" all'artiglieria pesante, diventano una fonte inaspettata di epicità e spettacolo.
Gli aviatori hanno un nome e una storia, sono giovani e belli (e puliti, mangiano bene, possono permettersi di ridere e scherzare) e i finalmente la propaganda può contare su un mondo nuovo di leggenda, colore, cavalleria, onore, tradizione... Insomma, tutto quello che i giornali avrebbero voluto poter raccontare ma dalle trincee non poteva certo arrivare.
Il primo ad utilizzare un aeroplano come mezzo di offesa fu il tenente italiano Giulio Gavotti, che sorvolando ad una quota di 600 piedi col suo Taube  il campo turco di Ain Zara, in Libia, il 1° Novembre 1911 ebbe la brillante idea di lanciare quattro granate da due kg.
Tale azione non provocò in effetti vittime, e i danni furono piuttosto lievi, ma fu comunque la dimostrazione che gli aeroplani potevano essere utilizzati per combattere, e, purtroppo, per portare la morte anche ben oltre la linea del fronte.
Inizialmente, quando si incontravano in cielo, i piloti dei due avversi schieramenti, ben poco potevano fare, e spesso si limitavano a salutarsi.
Poi nacque (era ovvio) la voglia di combattere anche in cielo.
Il primo episodio di caccia aerea, cioè di velivolo abbattuto da un altro velivolo, è l'eroico sacrificio del pilota russo Piotr Nicolajevic Nesterov, che il 26 Agosto 1914 si lanciò col suo Morane Saulnier disarmato contro l'Albatros B.III austriaco del Barone Von Rosenthal speronandolo ed abbattendolo.
Alcuni piloti portavano con loro fucile o pistola, ma era ben poco pratico dover lasciare i comandi per imbracciare l'arma e prendere la mira.
I velivoli a due posti permettevano al copilota l'utilizzo di una mitragliatrice leggera, ma questi velivoli erano pesanti e lenti.

Del resto, montare una mitragliatrice sul cofano e sparare semplicemente puntando l'aereo contro l'avversario, comportava dover sparare attraverso il disco d'azione dell'elica, con il rischio di vedersela distruggere dai propri proiettili.
Il vero inventore della caccia moderna fu l'aviatore francese Roland Garros (che non era un tennista!!!).
Garros "corazzò" le pale dell'elica con dei coni in ghisa montati all'altezza della bocca della mitragliatrice e in questo modo poteva sparare attraverso il disco dell'elica senza subire danni.
Morane Saulnier Parasol
Con un Morane Saulnier "Parasol", un velivolo monoplano evoluzione di quello utilizzato da Bleriot per attraversare la Manica, in pochi giorni abbatté cinque velivoli nemici, guadagnandosi per primo il titolo di "asso", appunto riservato a quei piloti che raggiungevano le cinque vittorie.
Purtroppo per gli alleati, lo stesso Garros fu colpito e costretto ad atterrare con il velivolo praticamente integro dietro le linee nemiche.
Il Fokker E.III Eindecker I tedeschi affidarono il Morane all'ingegnere olandese Anthony Fokker, che nel giro di un mese lo copiò, migliorandolo notevolmente, e realizzò un dispositivo che sincronizzando la mitragliatrice all'albero motore, permetteva di sparare attraverso l'elica senza correre il rischio di affettarsi le pale (probabilmente il dispositivo, inventato e sviluppato dal francese Schneider proprio per Morane Saulnier era montato sull'aereo di Garros, ma a causa di un difetto dei proiettili utilizzati dalla mitragliatrice Hotchkiss, non funzionava).
Il velivolo, il Fokker E III, affidato a piloti come Franz Immelmann ed Oswald Boelcke, divenne il nuovo punto di riferimento per la tecnologia aeronautica, che, da questo momento vide una febbrile evoluzione che attraverso gli alleati Nieuport,  SPAD, Sopwith, e  i tedeschi Fokker ed Albatros generò velivoli in grado di raggiungere (quasi) la stratosfera come i bombardieri tedeschi "Gotha", di volare a più di duecento km/ora.
Dal voletto di un centinaio di metri del Flyer a Kitty Hawk erano passati solo 15 anni, ma l'aereo era diventato adulto.
Il Flyer dei f.lli Wright



Lanoe Hawker Georges Guynemer René Fonck Charles Nungesser Albert Ball Edward Mannock .James Mc Cudden
Eddie Rickembacker Billy Bishop Roland Garros Roy Brown Frank Luke Jean Pierre Bourjade Raymond Collishaw
Willy Coppens de Houthlust Adolphe Pegoud Jean Marie Dominique Navarre Georges Madon Andrew Beauchamp Proctor William Barker Donald MacLaren
Piloti ed aerei alleati
Morane Saulnier Parasol MoraneSauliner N "Bullet" F.E.2 Airco De Havilland DH II
Nieuport N10 Nieuport N11 Nieuport N17 R.E.8
Spad A.II Spad VII Spad XIII Sopwith Strutter
Sopwith Pup Sopwith Triplane Sopwith Camel Sopwith Dolphin
Sopwith Snipe RAF S.E.5a Hanriot HD.1 De Havilland Vc



Manfred Von Richtofen Werner Voss Oswald Boelcke Ernst Udet Max Immelmann Herman Goering Lothar Von Richtofen
Fritz Rumey Bruno Loerzer Erich Loewenhardt Theodore Osterkamp Paul Baumer Karl Menckhoff Heinrich Goentermann
Piloti ed aerei tedeschi
Il Fokker E.III Eindecker Fokker D.II Fokker dr1 Fokker D.VII
Albatros D.II Albatros D.III Albatros D.V
Roland C.II "Whalefish" Pfalz D.III Halberstdt D.II
Fokker D.VI Junkers D.I J12DVII Siemens-Schuckert D.III
Gli altri fronti
Piotr Nicolajevic Nesterov Alexander Kazakov Vasili Yanchenko Pavel Argeyev Godwin Bromowski Julius Arigi

Giulio Gavotti

Francesco Baracca Flavio Torello Baracchini Silvio Scaroni Ferruccio Ranza Fulco Ruffo di Calabria Pier Ruggero Piccio

Marziale Cerutti

SPAD VII Ansaldo Balilla Ansaldo Balilla Mosca MB2
Albatros D.III Oeffag Hansa Brandenburg D.I Aviatik Berg D.I Sikorski S16

 

Leggi alcune pagine dal libro

Le manovre acrobatiche Tecnica di volo, atterraggio e decollo in montagna Le aviosuperfici e i ghiacciai atterrabili della Val d'Aosta e dell'Alta Savoia Parapendio e volo libero Il volo tra le montagne