Francesco Baracca


Maggiore Francesco Baracca

9/5/1888 - Lugo di Romagna
19/6/1918 - Montello

 

SPAD VII

01 - 07 Apr 1916 -  Hansa-Brandenburg C.I - Medeuzza 02 - 16 Mag 1916 - Lohner B.VII - Gorizia 03 - 23 Ago 1916 - Hansa-Brandenburg C.I - Biglia, Carso Goriziano 04 - 16 Set 1916 - Lloyd C.III (WKF) - Caporetto / Monte Stol 05 - 25 Nov 1916 - Hansa-Brandenburg C.I - Valle del Chiarzò 06 - 1 Gen 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Castagnevizza 07 - 11 Feb 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Selvis Ozzano 08 - 23 Mar 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Merna 09 - 26 Apr 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Gradisca 10 - 10 Mag 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Vertoiba 11 - 13 Mag 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Monte Corada 12 - 20 Mag 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Plava 13 - 03 Giu 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - N.E. di Plava, Monte Cucco 14 - 07 Lug 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Castagnevizza 15 - 31 Lug 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Nei pressi di Borgnano 16 - 03 Ago 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Val Sava 17 - 19 Ago 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Nei pressi di Selo 18 - 01 Set 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Zagorie 19 - 06 Set 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Monte Sabotino 20 - 21 Ott 1917 - DFW Aviatik C.V - Ravne 21 - 21 Ott 1917 - DFW C.V - Ravne 22 - 25 Ott 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Panovizza 23 - 26 Ott 1917 - DFW C.V - Clabuzzano 24 - 26 Ott 1917 - DFW C.V - Canalazzo 25 - 06 Nov 1917 - Albatros D.III - Fossalta 26 - 06 Nov 1917 - DFW C.V - Godega S.Urbano 27 - 07 Nov 1917 - DFW C.V - Nei pressi di Orsago 28 - 15 Nov 1917 - DFW C.V - Istrana 29 - 23 Nov 1917 - Albatros D.III - Falzè di Piave 30 - 07 Dic 1917 - Hansa-Brandenburg C.I - Monte Kaberlaba 31 - 03 Mag 1918 - Hansa-Brandenburg C.I - Salettuolo 32 - 22 Mag 1918 - Albatros D.III - Grave di Papadopoli 33 - 16 Giu 1918 - Hansa-Brandenburg C.I - Saletto 34 - 16 Giu 1918 - Albatros D.III - Nei pressi di S.Biagio di Callalta

Francesco Baracca

Come la Francia radunò nella squadriglia delle "Cicogne" di Guynemer i suoi piloti migliori, la Germania ebbe il "Circo volante" di Richtofen, l'America l"Hat in ring" di Rickembacker, i Black Flight di Collishaw furono la squadriglia di punta della Royal Navy, l'Italia ebbe nella  91a Squadriglia di Francesco Baracca la "Squadriglia degli assi".
Insieme a Baracca volarono, tra gli altri, Folco Ruffo di Calabria, Pier Ruggero Piccio, Ferruccio Ranza.
Francesco Baracca è "l'asso" italiano.
Non soltanto il semplice conteggio delle vittorie, ma tutto quanto si è tramandato della persona ne fa un eroe italiano vero, generoso, fantasioso, coraggioso ma non stupidamente votato al sacrificio.
Baracca combatté sui fronti che noi italiani ben riconosciamo: il Piave, Gorizia, Caporetto, Istria...
In 63 combattimenti aerei ottenne 34 vittorie
L'epopea aerea di questo fronte fu senz'altro meno ricca che non quella dei cieli di Francia, ma gli aviatori italiani svolsero il loro dovere bene e forse meglio dei loro alleati anglo-francesi, in un teatro che lasciando un po' meno spazio ai duelli li vide sempre più spesso impegnati nella guerra vera e propria, in appoggio alla fanteria, in pericolosissime missioni a volo radente, esposti al tiro degli sconosciuti fanti austriaci piuttosto che alla caccia di avversari con nomi famosi.
E fu in una di queste missioni che Francesco Baracca trovò la morte, ucciso da uno sconosciuto cecchino mentre volava in appoggio ai nostri fanti.
Medaglia d'oro al valor militare Medaglia d'argento al valor militare Military Cross, istituita da re Giorgio V nel 1914 Croix de Guerre Ordine della Corona (Belgio) Ordine di San Giorgio - Serbia
Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia Medaglia d'argento al valor militare Medaglia d'argento al valor militare    

Francesco Baracca nasce il 9 maggio 1888 a Lugo di Romagna (Ravenna), da Paolina Biancoli ed Enrico Baracca, segue dapprima la scuola dei padri salesiani di Lugo, prosegue gli studi presso gli Scolopi della Badia Fiesolana, per terminarli al Liceo Dante di Firenze nel 1907.
Conseguita la maturità si iscrive all'Accademia Militare di Modena dalla quale esce due anni dopo.
Nel 1909 parte alla volta di Pinerolo, dove, alla Scuola di Cavalleria, copre il grado di Sottotenente. Nel 1910 viene assegnato al 2° Reggimento Cavalleria "Piemonte Reale" inviato a Roma.
Nel 1912 segue i corsi della Scuola di Pilotaggio a Reims in Francia , e il 9 luglio consegue il brevetto di pilota. Fino al 1915 si dedica al perfezionamento del suo addestramento volando su varie città romagnole come Lugo stessa che esultò al suo passaggio il 24 settembre 1913.

Il Nieuport 11 "Bebé" di Francesco Baracca Con il grado di Tenente nel 1914 viene assegnato al Battaglione Aviatori, prima presso la 5a e poi con la 6a Squadriglia.
Alla vigilia della guerra, Baracca giunge a Parigi dove pilota il Nieuport N.10, presso l'aeroporto di Le Bourget. Rientrato in Italia nel Luglio del 1915, comincia i suoi voli di pattugliamento.
I primi tentativi di abbattere un nemico sono spesso frustrati dal malfunzionamento della mitragliatrice che più volte si inceppa.
Finalmente ottiene la prima vittoria il 7 aprile 1916 pilotando un Nieuport N.13 con il quale abbatte un Hansa-Brandenburg C.I austriaco presso Medeuzza , ottenendo la medaglia d'argento.
La sua prima vittoria fu anche la prima vittoria italiana in assoluto in un combattimento aereo.
Sarà decorato di altre due medaglie d'argento, delle quali l'ultima sarà convertita in medaglia d'oro nel maggio 1918.
Aviatik con i colori austriaci Promosso capitano nel giugno 1916, rimane sempre nella stessa Squadriglia, anche quando questa diviene la 70a. Viene successivamente trasferito alla 91a Squadriglia nel maggio 1917, dove vola sul nuovo Nieuport 17 costruito in Italia dalla Macchi.
Sul nuovo aereo dipinge le insegne di famiglia: il cavallino nero rampante destinato a diventare probabilmente l'insegna più cara agli italiani.
La 91a Squadriglia raduna i migliori piloti italiani, e vola con i migliori aerei.
Francesco Baracca vola con il Nieuport 17, con lo SPAD VII e quindi con lo SPAD XIII.
Su tutti i suoi velivoli dipinge il cavallino rampante.
Lo SPAD VII pilotato da Francesco Baracca Lo SPAD XIII di Francesco Baracca
Presso questa Squadriglia, di cui è divenuto il comandante, consegue ventisei delle sue trentaquattro vittorie riconosciute.
Il 6 Settembre 1917 è promosso Maggiore.
La sua ultima vittoria è un Albatros DIII che abbatte il 16 Giugno 1918 nei pressi di S. Biagio di Callalta.
Il 19 giugno mentre con altri due aerei della Squadriglia ("Squadriglia degli Assi Italiani"), è impegnatp in un'azione di mitragliamento a volo radente sul Montello, il suo Spad XIII viene colpito.
Verrà ritrovato qualche giorno dopo, il 23 giugno.

Albatros DIII austriaco

Osnago, compagno dell'ultimo volo, su segnalazione dell'ufficiale Ambrogio Gobbi, raggiunge le pendici del Montello (località "Busa delle Rane") con il tenente Ranza ed il giornalista Garinei del "Secolo" di Milano.
Qui, accanto ai resti del velivolo, si trova il corpo di Baracca: ustionato in più punti, presenta una ferita di pallottola sulla tempia destra.
Le ali e la carlinga dello Spad XIII sono carbonizzati, il motore e la mitragliatrice infissi nel suolo, il serbatoio è stato forato da due pallottole.
Le esequie si svolgono il 26 giugno a Quinto di Treviso, l'elogio funebre viene pronunciato da Gabriele D'Annunzio.

Con le sue parole

8 aprile 1916

Fin dalle 4 della notte eravamo in piedi perché fra le nubi e sopra di noi si udivano rumori di velivoli austriaci; in tutte le direzioni, in alto verso Palmanova, Tricesimo, Casarsa sparavano. Alle prime luci, prima delle 5, siamo tutti partiti in volo e ci siamo poi dispersi nel cielo verso i 2000 metri; e giravo in tutte le direzioni scrutando l'orizzonte; e ho veduto di lassù il sole uscir dietro i monti ed uno spettacolo di luci meravigliose.
Dopo mezz'ora sparavano verso Palmanova; un aeroplano passava, altissimo, lontano, puntando verso Gorizia; un altro più indietro veniva dal Tagliamento pure su Gorizia, velocissimo: erano austriaci. Ho stimato di poter attaccare quest'ultimo ed ho virato verso il Torre per tagliargli la strada.

Glia ssi della 91°: da sinistra: Gastone Novelli (8 vittorie), Ferruccio Ranza (17), Fulco Ruffo di Calabria (20), Bartolomeo Costantini (6) e Francesco Baracca (34)
L'ho incrociato che era ancora 600 metri sopra di me ed allora ho cominciato la caccia; montavo il piccolo "Nieuport" 170 km/h.
Vedevo sopra di me le grandi ali dell'Aviatik con le croci nere, filava velocissimo e poco guadagnavo su di lui; quando salivo troppo m'avanzava in velocità .
Accostandomi ho cominciato una manovra difficilissima per coprirmi dai suoi colpi; vedevo il mitragliere affacciarsi da una parte ed io viravo dall'altra e viceversa; questo giuoco è durato qualche minuto finche gli sono arrivato 50 metri dietro la coda e sotto, verso i 3000 metri d'altezza.
Allora, in un attimo, ho cabrato forte l'apparecchio, ho puntato e sono partiti 45 colpi di mitragliatrice.
E' stato un istante; il nemico si è piegato pesantemente ed è precipitato quasi a picco ed io dietro, giù, urlando di gioia.
Eravamo già quasi sull'Isonzo, se non sbagliavo andava di là.
L'ho seguito per un po' nella discesa poi l'ho perduto, poi l'ho visto, dopo qualche tempo, in un prato vicino a Medea, mentre una folla di persone accorreva da ogni parte.
Sono sceso là presso e mi son visto precipitare addosso una massa di soldati e di Ufficiali che gridavano "Viva l'Italia" e mi hanno preso, baciato, portato in trionfo sull'apparecchio nemico...
...Come senti, ricca di emozioni è stata la giornata di ieri. L'apparecchio abbattuto da me solo è il primo in Italia...

E con quelle di Francesco de Gregori

Spad VII S2489

Una bestia di fuoco e velocità,
cinque quintali di pura bellezza
Un angelo giallo come un lampo
e improvviso come una faina
Eravamo una macchina sola e io pensavo ed era cosa fatta
Nessuno ci stava dietro, senza peso e senza ingombro
Senza peso, senza ingombro, solo pensiero veloce
A terra si vedevano solo bocche spalancate,
i bambini di Lugo ci segnavano a dito
Le donne si innamoravano dell'aeroplano e del mio coraggio
Ed era solo volontà di precisione, la guerra, solo l'occasione
E i nemici quasi complici di questa volontà
Complici e gregari della nostra temerarietà
La terra è una parentesi tra una partenza e l'altra,
quasi un'inutile perdita di tempo
Per cose di poca importanza
Di lassù c'è un'altra vista del mondo,
un altro panorama della vita
Non avremmo potuto invecchiare mai
Non dovevamo invecchiare mai
Perché non eravamo nati per invecchiare mai
La terra è una parentesi tra una partenza e l'altra,
quasi un'inutile perdita di tempo
Per cose di poca importanza
Ecco una bestia di fuoco e aerodinamicità
Ecco cinque quintali di vera bellezza

Il Cavallino Rampante e la Ferrari

Enzo Ferrari Gilles Villeneuve Niki Lauda
Manuel Fangio Jacky Ickx Michael Schumacher
Michele Alboreto Alain Prost Clay Regazzoni
Nigel Mansell Alberto Ascari Jean Alesi
Jody Scheckter Rubens Barrichello Gerhard Berger
Fu la madre di Francesco Baracca, contessa Paolina, che nel 1923 affidò ad Enzo Ferrari l'emblema del "cavallino rampante".
Ferrari non lo utilizzò subito, ma dopo qualche tempo, aggiungendo lo sfondo giallo, colore di Modena.
Oggi il cavallino di Baracca è l'inconfondibile simbolo della casa di Maranello.
E in qualche modo è come se lo SPAD XIII di Baracca continuasse a volare, ogni volta che i rossi bolidi di F.1 conquistano un nuovo alloro, unendo in un unico simbolo due mondi e due uomini che, seppure in modo diversissimo, hanno contribuito a scrivere la storia recente del nostro paese.

Leggi alcune pagine dal libro

Le manovre acrobatiche Tecnica di volo, atterraggio e decollo in montagna Le aviosuperfici e i ghiacciai atterrabili della Val d'Aosta e dell'Alta Savoia Parapendio e volo libero Il volo tra le montagne