Adolphe Pegoud

Sottoten. Adolphe Pégoud
13/06/1889 Montferrat
31/08/1915 Francia

01 - 05 Feb 1915  - Taube - S of Grand Pre 02 - 05 Feb 1915  - Aviatik C - NE di Montfaucon 03 - 05 Feb 1915  - Aviatik C-  E di Montfaucon 04 - 03 Apr 1915  - Velivolo biposto - Somme-Bionne 05 - 03 Apr 1915  - Aviatik C - Chalons-sur-Marne 06 - 11 Jul 1915 - Aviatik C - Altkirch

 Adolphe Pégoud

Adolphe Celestine Pégoud fu un vero pioniere del volo.
Lasciato l'esercito nel 1913 divenne pilota civile il 1° Marzo 1913.
Nell'Agosto dello stesso anno fu il primo europeo a lanciarsi col paracadute da un aereo.
Pochi mesi dopo fu il primo pilota ad eseguire un looping (probabilmente prima di lui lo fece Piotr Nesterov, ma all'epoca non gli venne data alcuna pubblicità).
Fu ancora lui ad eseguire il primo tonneau e, durante la guerra, fu il primo aviatore ad abbattere cinque avversari, guadagnandosi il titolo di "asso".
Fu purtroppo anche il primo "asso" abbattuto durante un combattimento aereo, e, ironia della sorte, proprio da un pilota, Kanudski, che in tempo di pace fu suo allievo.
Medaglia d'oro dell'Academie des Sports Medaille Militaire Croix de Guerre Legion d'Onore
Adolphe Celestine Pégoud nasce a Montferrat il 13 Giugno del 1889, figlio di un contadino e di una sarta.
Raggiunta la maggiore età, si arruola con un contratto di cinque anni e il 12 agosto 1907 viene inquadrato nel 5° Cacciatori d'Africa ad Algeri.
Nel 1909 viene nominato Brigadiere e assegnato al 3° Reggimento di Artiglieria Coloniale; qui conosce il capitano Louis Carlin che, appassionato del volo, ha appena ottenuto il brevetto di pilota.
Pégoud chiede ed ottiene di essere trasferito alla scuola di volo di Satory con l'incarico di aiuto-meccanico, sotto il comando dell'ormai amico ufficiale.
Finita la ferma Pégoud lascia l'esercito e frequenta la scuola di pilotaggio di Bron, presso Lione, dove il 7 marzo 1913 ottiene il brevetto di pilota civile n. 1243 dell'Aero Club di Francia.
Viene quasi subito ingaggiato da Louis Bleriot come terzo meccanico.
E' questa la stagione che segna la nascita del volo acrobatico.
All'epoca era necessario dimostrare l'affidabilità dei velivoli, ed inoltre l'industria aveva necessità di testare "sul campo" i limiti prestazionali e strutturali dei velivoli.
La prima impresa del giovane Pegoud fu lanciarsi col paracadute da un aeroplano.
Luis Bleriot, primo trasvolatore della Manica e costruttore di aeroplani

Il paracadute prima del 1913

Sebbene si abbia notizia di acrobati cinesi che già poco dopo l'anno mille si lanciavano da alte torri frenando la caduta per mezzo di grossi ombrelli, l'ideazione del paracadute si attribuisce al nostro Leonardo da Vinci.
Il paracadute da lui ideato era di forma piramidale e tenuto aperto alla base da quattro aste di legno.
Scrive Leonardo nel suo Codice Atlantico: ”Se un uomo ha un padiglione di pannolino intasato che sia dodici braccia per faccia e alto dodici, potrà gittarsi d’ogni grande altezza senza danno di se”.
Nel Giugno del 2000 l'inglese Adrian Nicholas costruisce un paracadute seguendo lo schema ideato da Leonardo ed utilizzando i materiali reperibili nel XVI secolo.
L'oggetto pesa 85 kg e Nicholas lo utilizza per lanciarsi da una mongolfiera da una quota di 3000 metri.
Il paracadute di Leonardo scende con un rateo paragonabile a quello di un moderno paracadute ad ala.
Nicholas comunque lo abbandona alla quota di 600 metri e conclude il volo aprendo un moderno paracadute.
Anche se il paracadute di Leonardo in effetti aveva ben funzionato, in atterraggio normalmente si frena la velocità di discesa poco prima dell'impatto al suolo, manovra che sul progetto di Leonardo non era prevista.
Leonardo Da Vinci (1452 - 1519)

Già comunque nel 1617 Fausto Venanzio si era lanciato con successo da una torre a Venezia con un paracadute simile a quello progettato da Leonardo.

Il francese Jean Pierre Blanchard inventa nel 1785 il paracadute pieghevole e lo sperimenta con successo lanciando da un pallone alcuni animali.
Morirà nel 1809 provando personalmente la sua stessa invenzione.
Il primo vero paracadutista viene considerato il parigino André-Jaques Garnerin che nel 1797 si lancia da una mongolfiera da 600 metri su Parigi.
Il paracadute, trentadue piedi di diametro, trentasei fusi e privo di qualsiasi foro, si apre perfettamente ma durante la discesa oscilla talmente da creare nausea al suo utilizzatore il quale, su suggerimento del fisico Lalande, lo perfeziona successivamente con l’aggiunta di un foro apicale.
L’anno successivo, Jeanne-Geneviève, moglie di Garnerin, diventa la prima donna a lanciarsi con un paracadute.
I paracadute costruiti fino ad ora non hanno una imbracatura. La calotta è racchiusa dentro un contenitore solidale con il pallone e con le funi di sospensione collegate alla navicella, all’interno della quale è sistemato l’uomo. In caso di necessità, la navicella viene staccata dall’aerostato e il paracadute si apre per estrazione.
Jodeki Kuparento, nel 1808, è il primo aviatore ad utilizzare il paracadute per salvarsi da un velivolo.
Il suo pallone prese fuoco nei cieli di Varsavia.
Tom Baldwin inventa nel 1887 l'imbracatura. Grazie a questa è ora possibile lanciarsi da un aerostato senza portarsi dietro mezza navicella.

Nel 1901 l’americano Charles Broadwick progetta un paracadute abbastanza simile a quelli tuttora in uso. Imbracatura, pacco paracadute disposto sulla schiena e avvolto da relativa custodia, apertura automatica con fune di vincolo, il tutto incorporato in una specie di giacca.
Nel 1908 la californiana Georgia (Tiny) Broadwick effettua il suo primo lancio all’età di 15 anni, da un pallone ad aria calda, usando il paracadute costruito da suo padre adottivo Charles. Cinque anni dopo diventa la prima donna che si lancia da un aereo.
Nel 1914 effettua cinque lanci dimostrativi per presentare il paracadute alle autorità americane. In uno di questi la fune di vincolo si impiglia per un attimo negli impennaggi dell’aereo. Per evitare il ripetersi dell’inconveniente taglia la fune di vincolo lasciandone uno spezzone che, nell’ultimo lancio, le permette di aprire manualmente il paracadute. In quattordici anni effettua oltre mille lanci, la maggior parte in caduta libera. Morirà nel 1979 all’età di 86 anni.
Gli americani Grant Morton e Albert Berry sostengono di essere stati i primi ad essersi lanciati da un aereo, siamo nel 1911.
Morton si lanciò con un paracadute di seta, tenuto in mano e rilasciato subito dopo l’uscita. Berry, invece, usò un sistema la cui velatura era alloggiata all’interno di un contenitore applicato sotto l’aereo.

Adolphe Pégoud

Ma se Morton e Barry si erano lanciati (come parrebbe ovvio) da velivoli biposto, la scuderia Bleriot sceglie per l'impresa un Bleriot XI, monoposto.
La soluzione, come minimo antieconomica, visto che il monoposto privo del pilota non avrebbe potuto fare altro che schiantarsi al suolo,  fu dettata da due considerazioni: la prima fu che si temeva che lo spostamento repentino del baricentro, dovuto al salto del "passeggero", avrebbe potuto rendere il biposto (eravamo agli albori dell'aeronautica e gli aerei non erano poi quel granché) ingovernabile.
In secondo luogo l'impresa era destinata a dimostrare l'efficacia del paracadute come mezzo di emergenza per abbandonare il velivolo, e quindi la dimostrazione poteva essere efficace solo se a lanciarsi fosse stato l'intero equipaggio, e cioè il solo pilota nel caso del velivolo monoposto.
A Buc, vicino Versailles, Pégoud portò il suo Bleriot XI (lo stesso con cui Bleriot aveva attraversato la Manica) a 2000 piedi (circa 700 m) e si lanciò con successo.
Il paracadute si aprì perfettamente e tutto sarebbe filato liscio se Pégoud non avesse dimenticato di spegnere il motore del suo aereo prima di lanciarsi.
Il velivolo lasciato senza pilota compì infatti prima di schiantarsi al suolo ogni genere di evoluzione, rischiando più volte di travolgere il paracadutista
Tre diverse fasi del lancio di Pégoud. In tutte le immagini si possono osservare contemporaneamente il paracadute e l'aroplano, che va ad impattare al suolo vicino al punto dove poi atterrerà Pégoud

Leggenda vuole che fu proprio osservando le folli evoluzioni del suo Bleriot che Pégoud decise di provare in seguito a ripeterle (stavolta restando ai comandi) facendo così "nascere" l'acrobazia.

Il 1° Settembre 1913, ai comandi di un Bleriot XI modificato, con un motore di 50 hp e il carrello principale pivottante (soluzione originale che avrebbe dovuto facilitare il decollo e l'atterraggio col vento al traverso), nei cieli di Jusivy, eseguì il primo "volo rovescio" della storia (facendo il bagno con la benzina fuoriscita dal foro di aerazione del serbatoio durante la fase "rovescia"...).
Ma la manovra che più riassumeva in se le difficoltà del volo acrobatico era la "gran volta", il "looping".
Questa manovra infatti necessita di un velivolo in grado di resistere ad almeno 4 "g", con un motore capace di sostenerlo in volo anche nella fase "rovescia" e finalmente abbastanza potente da permettergli di raggiungere senza stallare la sommità della volta.
Il 21 settembre 1913, ancora nel cielo di Buc, di fronte a una grande folla, Pégoud a bordo di un Bleriot effettuò il suo primo tentativo.
E nonostante già Nesterov avesse eseguita la manovra alcuni giorni prima (ma l'ufficiale russo lo aveva fatto solo soletto e senza dare alcuna pubblicità al gesto) e seppure la manovra eseguita da Pégoud non fu neppure un vero e proprio looping (la figura a lato riporta, da una rivista dell'epoca, la rappresentazione schematica della sua esibizione), ad Adolphe Pégoud viene normalmente attribuito l'onore di aver compiuto il primo looping della storia.
Vero è che poi fu il francese a dedicarsi anima e corpo all'acrobazia, inventando e provando altre manovre, tra cui il fondamentale "tonneau", o avvitamento sull'asse, e compiendo finalmente il looping in modo perfetto, anzi, tanto perfetto da riuscire a realizzarne ben quindici consecutivi il 14 Dicembre 1913, a Jusivy.
A testimonianza della sua abilità e dedizione fu insignito di una medaglia d'oro per meriti sportivi dalla Academie des Sports.
Nello mese di Settembre del 1913 Pégoud insegnò le basi dell'acrobazia ai colleghi piloti inglesi.
Il primo inglese ad eseguire un looping fu B.C. Hucks, a Buc, il 15 Novembre, mentre il primo ad eseguirlo in Inghilterra fu George Lee Temple, a Hendon il 24 Novembre.
Richiamato in servizio nell'agosto 1914, venne assegnato al II Gruppo Aviazione di Reims.
Il 2 Settembre, secondo un documento dell'epoca, "il soldato riservista Pégoud del Gruppo di Squadriglia della III Armata, senza risparmiarsi ha dato prova fin dal principio della campagna di doti eccezionali di ardimento e sangue freddo, particolarmente nel corso di una missione a Mauberge. Tre volte il suo aereo è stato traforato da proiettili. E' stato nominato sergente in questa occasione".
Tra il Febbraio e il Luglio del 1915 Adolphe Pégoud vola con il suo Bleriot XI, con il Bullet e con il Nieuport X, conquistando ben sei vittorie (tutte accertate, mentre tre dei sei successi del più famoso Roland Garros non furono mai confermati) guadagnandosi per primo il titolo di "asso" che i giornali dell'epoca gli attribuirono per aver abbattuto cinque aerei nemici.

Promosso sotto-luogotenente il 15 giugno 1915, ottiene la Legion d'Onore il 28 agosto. La notizia del prestigioso riconoscimento giunge solo nel pomeriggio del 31.
Purtroppo nella mattinata Adolphe Celestin Pégoud era stato abbattuto da un caccia nemico mentre cercava di contrastare l'attività di un ricognitore.
Anche in questo Pégoud stabilì un primato: fu infatti il primo "asso" ad essere abbattuto durante un combattimento aereo (Garros fu abbattuto prima di lui ma dal fuoco di terra).
Il caporale pilota Karl Kanudski che lo abbatté, nella fase prebellica, era stato un ammiratore dell'aviatore francese, e scrisse una sentita e commossa lettera di condoglianze al padre di Pégoud, dispiacendosi sentitamente per il fato che lo aveva reso responsabile della morte del figlio.
Adolphe Pégoud, inumato dapprima nel cimitero di Bresse a Belfort, fu successivamente esumato e sepolto nel cimitero di Montparnasse dopo avere ricevuto il 23 novembre 1920 gli onori a Notre Dame.

Leggi alcune pagine dal libro

Le manovre acrobatiche Tecnica di volo, atterraggio e decollo in montagna Le aviosuperfici e i ghiacciai atterrabili della Val d'Aosta e dell'Alta Savoia Parapendio e volo libero Il volo tra le montagne

 

DA QUALCHE PARTE TRA LE NUVOLE
Di Giulio Rabagliati, Da qualche parte tra le nuvole - edizioni De Ferrari - Genova
Prezzo € 12,90