La fotografia

Se qualche volta vi siete chiesti come mai le vostre foto sembrano tutte uguali, se dietro alle stampe dovete scrivere un nota per ricordare a che cosa si riferiscono, se quando mostrate la foto di una marmotta siete costretti ad indicarla con il dito, se credete che sia a causa della scarsa qualità della vostra attrezzatura e che per ottenere foto decenti vi occorrerebbe spendere chissà quanto in una nuova reflex, flash, obbiettivi...
Sorpresa! Non esistono macchine fotografiche migliori di altre, ma solo pessimi, mediocri e buoni fotografi.
E i migliori non sono dei superman, non devono spendere ore in palestra per allenarsi o aver seguito particolari scuole o chissà che cosa.
Chiunque, con la sua macchina fotografica, di qualunque marca e tipo, può scattare foto che "ne valgano la pena", foto che interessino chiunque (e non solo l'autore e il soggetto).

Per ottenere un buon risultato con qualunque strumento (e la fotografia non fa eccezione) bisogna quantomeno conoscerlo, e capire come funziona.
Un ottimo riferimento on line è il manualino della Nikon, dal quale sono estratte molte delle immagini utilizzate in queste pagine. 
La cosa non è complicata,  e  tutto sommato si riassume in pochissime regole:
Un tempo più rapido consente di realizzare foto meno "mosse", e quindi di avere immagini soggetti in movimento più nitide.
Un diaframma più chiuso consente una maggiore profondità di campo e una migliore messa fuoco, il soggetto sarà più nitido e sarà possibile avere immagini nitide di oggetti a distanza diversa (ad esempio il gruppo di amici e il panorama dietro le loro spalle).
I teleobbiettivi avvicinano le immagini ma perdono profondità di campo e luminosità. Per fotografare soggetti lontani (la marmotta, il gabbiano, il calciatore) occorre molta luce (per non essere costretti ad usare tempi troppo lunghi, col risultato che la foto risulti mossa) o pellicole molto sensibili.

Gli obbiettivi grandangolari permettono una panoramica più ampia, anch'essi perdono qualcosina in luminosità, ma soprattutto deformano i soggetti ai bordi dell'immagine.
Le pellicole "rapide" sono più sensibili, permettono cioè di fotografare con meno luce o con tempi più brevi. In compenso la "grana" della foto risulterà più grossolana.
Fotografare con la luce alle spalle permette una più facile regolazione dell'esposizione ma attenua le ombre e fa perdere "profondità" alla foto. Inoltre i soggetti fotografati col sole in faccia non hanno mai una bella espressione.
La luce di traverso o alle spalle del soggetto conferisce una maggiore profondità alla foto, ma le stesse ombre che consentono questo effetto spesso nascondono particolari che si vorrebbero invece mantenere.
Anche fotografando col flash è possibile modificare l'effetto finale, spostandolo lontano dal corpo macchina si ottiene una maggiore profondità dovuta alla presenza di ombre (la luce viene di traverso), spostandolo più avanti rispetto alla reflex si riescono a fotografare soggetti lontani e, soprattutto, si elimina quell'effetto di "bianco sparato" sui particolari più vicini.